lunedì 6 dicembre 2010

Basta un attimo...

Tutti lo sappiamo: in bici basta un attimo di distrazione, un tratto scivoloso o un dosso o una curva calcolata male per ritrovarti per terra. La maggior parte delle volte, per fortuna, un pò ammaccati, ci si rialziamo e scherziamo addirittura sull'accaduto.

"Poteva andarmi peggio", ci diciamo tra noi e noi, e subito dopo risaltiamo in sella alla nostra cara compagna di avventure e continuiamo a pedalare e a divertirci. E quante volte sentiamo parlare di sicurezza, dell'importanza dell'uso del casco, dell'uso di luci e giubbotti catalin frangenti all'imbrunire e di una perfetta manutenzione della bici e degli pneumatici? Sempre. Perchè "sicurezza" è la parola d'ordine per tutti quelli che vivono la bici da corsa e la mountain bike come uno sport vero, qualcosa di autentico, che ti aiuta a crescere, a stare in compagnia e a conoscere tantissimi posti e persone nuove.

Parola d'ordine per noi biker quindi, dimostrata anche quando tiriamo un pò di più i freni su un single track in discesa anche se non ce ne sarebbe bisogno o quando, in coda nel nostro gruppo, rispettiamo la "ruota" di chi ci precede proseguendo allo stesso passo e ci fermiamo ai semafori e rispettiamo i segnali stradali.

Ma quando sorge il problema e quel pericolo di farsi male viene amplificato?

Il problema, il vero problema, sorge quando quella sicurezza di cui sopra viene calpestata maldestramente da chi in strada si sente il Re dell'asfalto, da chi beve e fa uso di sostanze stupefacenti, da chi corre per vedere a quanto arriva la propria cariola e a quanto si può percorrere quella curva e quanto "emozionante" possa essere quel sorpasso, e da chi, in un attimo paragonabile ad una frazione di secondo, è capace di poter spezzare sette vite ed avere anche la fortuna di rimanere indenne.

Basta un attimo ho detto prima; ed è bastato un attimo per fare quello che è successo ieri a Lamezia Terme dove sette nostri amici ciclisti hanno abbandonato la vita terrestre e sono passati oltre praticando qualcosa che amavano fare: andare in bicicletta.

Bicicletta che, ne sono sicuro, continueranno ad utilizzare all'aldilà vegliando su di noi tutti proteggendoci dalle avversità della strada e dalla pericolosità e fatalità di determinate situazioni e attimi.

xXx-Mark-xXx.
  • Stumble This
  • Fav This With Technorati
  • Add To Del.icio.us
  • Digg This
  • Add To Facebook
  • Add To Yahoo

0 commenti:

Posta un commento